Calendario dell'Istituto

  
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La tecnologia digitale è diventata negli ultimi tempi il tema principale dei dibattiti fra docenti, pedagogisti, psicologi, linguisti. Insomma, pare che si concentri su questo mezzo tutta la negatività possibile. Ma credo che sia più l’impotenza di fronte a qualcosa che non si conosce, che la vera pericolosità del mezzo. La tecnologia è neutra, dipende da ciò che ne facciamo. Con la scissione dell’atomo abbiamo creato la bomba atomica, ma anche strumenti diagnostici che ci hanno dato una speranza di vita maggiore.
La tecnologia quindi deve essere dominata e non subita. Applicata a favore e non contro. Questo è il compito della scuola: dare gli strumenti per dominare e mai soccombere, essere schiacciati. In tutti i campi.
 
Per raggiungere questo obiettivo in 1G, grazie alla triennale esperienza in una classe 2.0, ho messo a disposizione dei ragazzi le nuove tecnologie informatiche perché ne facessero un uso creativo, in cui loro ne fossero al centro. Perché imparassero a imparare.
In primo luogo ho applicato il metodo della CLASSE ROVESCIATA, detta Flipped Classroom. Consiste nel preparare delle lezioni filmate, o in power point, che anticipano gli argomenti, gli ambiti disciplinari che poi si affronteranno in classe.

 
Il ragazzo prende visione di quanto mandato su una piattaforma Web condivisa, accessibile attraverso un indirizzo di posta elettronica. Il giorno prestabilito dall’insegnante, in classe, prepara sull’argomento degli approfondimenti su Google drive. In autonomia, magari con un compagno con cui si è accordato per portare avanti il lavoro.
L’insegnante ha una postazione PC in cui, grazie alla piattaforma Classroom, vede in tempo reale quanto gli alunni stanno producendo, e su ognuno può intervenire con suggerimenti e commenti, anche inserendo a sua volta testi e immagini.
Tutto questo anche quando l’alunno è a casa: il tutor – docente è a disposizione dell’alunno che gli scrive per chiarimenti, per poi proseguire in tranquillità il proprio lavoro.
Alla scadenza dei termini in cui il compito deve essere consegnato, i ragazzi, svolgono una lezione ai loro compagni, come si vede nel filmato.


 
La fase operativa quindi è il momento cruciale in cui il ragazzo impara, dando lui i ritmi di lavoro in base alle proprie peculiarità.
La lezione si apprende quindi attraverso vari tipi di testi (informatici, filmici, cartacei) e il ragazzo è sempre protagonista attivo.

Per chiarezza metto a disposizione il materiale prodotto in Presentazioni Drive da alcuni dei ragazzi presenti nel filmato.
Certamente questa didattica può essere applicata quando una scuola si adotta di strumenti atti a raggiungere questi obiettivi.
Quest’anno il nostro Istituto ha attrezzato un’aula multifunzionale “ Pandora” in cui sono a disposizione 17 Chromebook e 15 IPad, due LIM, e 5 tavoli scomponibili, rotondi, da 6 posti.
La 1G ha potuto fruire dell’aula per 3 ore la settimana, per cui c’è stato il modo e il tempo per applicare la Didattica Rovesciata o Classe Aumentata.
 
Insomma, sulla negatività della tecnologia possiamo dibattere in ogni luogo: dal convegno pedagogico, al quotidiano che lancia l’allarme sull’uso sconsiderato che i nostri ragazzi ne fanno, alle trasmissioni televisive, con i tempi stretti, che superficialmente si chiede a gran voce cosa faccia la scuola per arginare questo pericoloso fenomeno.
La scuola ha il compito di aiutare le nuove generazioni all’uso positivo di ciò che la scienza mette a disposizione.
Con i miei alunni spesso ricorro a questo paragone: la tecnologia sta ai fuochi d’artificio, con i magnifici colori e forme che producono, così come ad un proiettile che uccide, quando è usata contro l’uomo. Il mezzo propulsivo è sempre lo stesso: la polvere nera.
Aiutiamo i nostri ragazzi a stupirsi e gioire di ciò che l’essere umano inventa giorno per giorno, per migliorare la nostra esistenza, non per distruggerla.
 
Stefania Popoli